Ascea - I Lucani dell'Entroterra
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Ascea

Ascea-Velia

La città di Velia, il cui nome greco era Elea, fu fondata dagli abitanti di Focea città greca dell’Asia Minore. La felice posizione geografica, situata al centro dei traffici molto intensi tra Grecia ed Etruria, trasformò Elea (Velia) in uno dei centri più ricchi della Magna Grecia.

I porti, il sistema difensivo e la geomorfologia hanno permesso a Velia di evitare la conquista dei Lucani, al contrario di quanto avvenne a Paestum. Velia seguì una politica di sostanziale neutralità, riuscendo a non farsi coinvolgere nei tanti conflitti che insanguinarono i rapporti tra le città magno-greche e grazie alla fedeltà a Roma riuscì conservare un sostanziale controllo sui traffici commerciali nel Tirreno. Nell’ 88 a.C. perse la sua autonomia e diventò municipio romano. Nel IX secolo si riduce a piccolo villaggio di pescatori che fu definitivamente abbandonato per sfuggire alla malaria e alle incursioni dei pirati saraceni. Velia fu un grande polo culturale dell’antichità, la scuola eleatica fu molto importante nella storia della filosofia; qui, fino al 62 d.C., operò la fiorente scuola medica di Velia.

Intorno all’anno 1000 gli abitanti dell’insediamento medioevale di Castellammare della Bruca (antica Velia) a causa di un aumento demografico e in seguito al diffondersi di un’epidemia si trasferirono nell’attuale centro abitato di Ascea. Ascea sorge a circa 235 metri dal mare, dista circa 5 km da Velia. Il centro storico conserva ancora oggi la struttura urbanistica tardo medioevale caratterizzata da sinuose stradine in salita sotto archi sormontati da ambienti pensili su cui si affacciano antichi e maestosi palazzi con ricchi portali di pietra intagliata.