Caselle in Pittari - I Lucani dell'Entroterra
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Caselle in Pittari

 

Caselle in Pittari

È uno dei comuni ricadenti nell’area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dichiarato patrimonio dell’UNESCO. Il paese si è sviluppato intorno a un castrum su un rilievo, a 444 metri s.l.m, poco distante dal monte Pittari ed è caratterizzato da stradine strette e tortuose.

Il territorio di Caselle in Pittari è sormontato dal monte Cervati dalle cui sommità sgorgano le acque del fiume Bussento che lo attraversa fino al Lago Sabetta.

In località Citera, gli scavi hanno portato alla luce parte di una necropoli del centro indigeno; in una tomba a camera è stato rinvenuto un corredo funerario di vasi a vernice nera e un balsamario databili tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a.C..

Caselle in Pittari sorge tra il Vallo di Diano e il Golfo di Policastro; è probabile che in località Laurelli sorse un abitato lucano che potrebbe, secondo le indagini di scavo, ricadere su un precedente stanziamento greco o indigeno. Scavi recenti hanno messo in luce un’area di notevole interesse archeologico, con numerosi reperti di età romana e una necropoli lucana con tombe in blocchi di tufo rettangolari. Le indagini hanno consentito di rilevare un piccolo nucleo di sepolture della fine del IV sec. a.C. di cui una di queste a camera dotata di scalini, ingresso e corredo ceramico. Le indagini in località Laurelli hanno fatto supporre con probabilità che Caselle in Pittari avesse forti legami con il vicino centro lucano di Roccagloriosa. Sono state portate alla luce abitazioni a pianta rettangolare allungata. In particolare, di una di queste è stato individuato il muro perimetrale e diversi ambienti, tra cui una cucina, deducibile dai resti ceramici trovati e destinati alla preparazione e conservazione dei cibi, oltre che monete di argento e bronzo di zecca magno-greca contenute all’interno di un’ampia coppa a vernice nera databile al III secolo a.C.. Le prime invasioni barbariche indussero gli abitanti a cercare rifugio su di un’altura nascosta dal monte S. Michele e dal monte Pannello; questa costituì il nuovo e definitivo abitato.